Little Gold Book: il 2° libro di Poker di Phil Gordon

Scritto da Federico Aggiornato il .

little gold bookPer Little Gold Book, il suo secondo capitolo giunto a sei anni di distanza dal primo e fortunato Little Green Book, Phil Gordon si è servito – con estrema umiltà, dote rara in questo mondo – dell’aiuto di giovani e rampanti professionisti della moderna scuola dell’online, come Phil Galfond, Annette Obertstrad ma soprattutto sua maestà Daniel Cates alias Jungleman12, molto probabilmente il più forte giocatore in Heads-Up del momento.

Phil a differenza di altri giocatori che hanno fatto la propria fortuna a cavallo fra gli anni 90 e 2000 e che negli ultimi anni non hanno riadattato il proprio stile, è consapevole della costante evoluzione in atto nel mondo del poker e si rende conto che i suggerimenti riportati in Little Green Book sono ormai superati.

Quello era un libro senz’altro di buon livello se consideriamo il field dell’epoca, composto – in un ipotetico tavolo di Cash Game 6 max – da 2 regular con discrete conoscenze matematiche e 4 giocatori random.
Oggi in un tavolo 6max i regular sono 5 - quando va bene, se non facciamo una buona selection anche 6 - e i segreti di Little Green Book servono soltanto a non renderci carne da macello per gli altri avversari, ma non bastano a issarci un gradino sopra di loro. Il gioco è divenuto molto più aggressivo, e questo Phil Gordon lo sa, ma anche più contorto e intricato nella fase del post flop.

Da questo punto di vista Little Gold Book: Lezioni avanzate per padroneggiare il poker 2.0, può considerarsi un testo che amplia il discorso già iniziato nel primo volume, e lo fa in chiave moderna, in pieno stile 2+2, il forum di poker online più apprezzato e frequentato nel mondo.

La prima sezione del libro, cioè le prime 64 pagine, prende in esame lo studio dei range, l’equity delle starting hand e la lettura dei range avversari in base alla posizione occupata al tavolo. Insegna al lettore l’importanza del giocare range vs range invece che lanciarsi in opinabili “soul read” delle singole mani e per farlo si serve di utili strumenti come Pro Poker Tool e l’HUD.

La successiva sezione, che sarebbe il cuore di Little Gold Book comprendendo ben 114 pagine di esso, è quella che Phil ha definito la sua “No Limit Holdem 2.0” in quanto costituisce il vero e proprio aggiornamento della sua strategia.
In essa lui spiega come 3bettare nel preflop, la 4-bet light, la lettura del flop, la continuation bet e il floating.

Phil poi passa in rassegna brevemente il Pot Limit Omaha (PLO), in appena 61 pagine, quindi in maniera non esaustiva come fatto con la disciplina del No Limit Holdem. I range di apertura Preflop, le 3-bet e il gioco post flop sono presi in esame senza entrare troppo nel dettaglio (per chi invece desiderasse approfondire il genere consigliamo i libri di Jeff Hwang).

Il capitolo che segue è quello che, come si suol dire, vale da solo il costo del biglietto, in questo caso i 28 euro del prezzo del libro. Phil Gordon passa la parola ai suoi mentori, Annette Oberstad, Phil Galfond e Daniel Cates, ognuno dei quali cura una sorta di rubrica personale relativa alla propria specialità; ed ecco che abbiamo una guida PLO di Galfond, la Oberstad per i tornei e Jungleman12 che ci svela i segreti degli Heads-up. 66 pagine di puro oro, soprattutto grazie alla preziosa testimonianza di Galfond e Cates.

Le ultime 45 pagine del libro sono una carrellata di mani esempio di No Limit Holdem e PLO. Apprezzabili, all’interno del libro, anche le riflessioni che Phil Gordon dedica al Black Friday, su Full Tilt e sulla sicurezza del poker online, argomento che quando uscì il libro era di enorme attualità.

 

La nostra opinione su Little Gold Book

Uno dei principali meriti di Phil Gordon è quello di essere un eccellente insegnante, con una verve ironica che non guasta mai. Non ha l’arroganza tipica del pro player tutto numeri e poca chiarezza, ma non è nemmeno un dilettante che si rivolge ad un ipotetico pubblico di amatori.

Little Gold Book è un libro più complesso del precedente Little Green Book, adatto principalmente a quei giocatori che hanno già dimestichezza con i concetti base del poker, come il calcolo delle odds, la posizione e il bankroll, oltre che una basilare conoscenza della lettura del board.

Il testo ha indubbiamente un suo valore, ma presenta a mio avviso delle piccole pecche che ne inficiano un voto finale potenzialmente da 9.

La prima parte del libro, contrariamente a quanto ci ha abituati il suo autore, è un po' contorta e in contrasto con la scorrevolezza tipica dello stile di Gordon.
In tutto il Little Gold Book poi non si parla mai di stack. La strategia di Phil è aggressiva al punto giusto, in linea con le recenti teorie ricavabili su 2+2, ma fatta eccezione per un paio di casi e per un piccolo paragrafo, mai ci vengono messi sotto gli occhi esempi in cui siamo shortstack o contro un avversario short. Secondo alcuni, il motivo è che Gordon ha voluto realizzare una guida al poker molto generale e non specifica per tornei o cash game, lui che è un giocatore di tornei con caratteristiche da giocatore cash.

L’ultimo appunto negativo sento di doverlo “dedicare” a tutta la parte relativa al PLO. Attenzione, quel poco che viene scritto non è esposto male e tutto sommato è di buona qualità. Ma la maggior parte di noi ha acquistato il libro per leggere una guida sul No Limit Holdem, non per imparare a giocare a PLO anche perché sarebbe a dir poco ottimistico pensare di riuscirci con solo una cinquantina di paginette. Del resto, chi gioca a PLO e desidera migliorarsi nella specialità non acquisterà un libro che all’80% parla di No limit Holdem ma si butterà su un più specifico testo di Jeff Hwang.
Fatte queste logiche considerazioni, non sarebbe forse stato meglio risparmiarsi questo capitolo e trattare in maniera più approfondita il cash game?

Tuttavia io che Little Gold Book ho deciso di acquistarlo mi sento di perdonare Phil Gordon per questi peccatucci veniali: le sezioni curate da Phil Galfond e da Daniel Cates valgono a tal proposito più di 1000 scuse.

È possibile acquistare Little Gold Book in italiano e in formato cartaceo su Amazon o in alternativa in formato ebook in inglese col nome di Little Gold Book: Advanced Lessons for Mastering Poker 2.0.

 

Phil Gordon: biografia sull’autore

Phil Gordon nasce nel 1970 e si dedica al poker a tempo pieno dal 1997 e di cui, oltre che giocatore professionista diviene anche commentatore televisivo e scrittore. Oltre al Little Gold Book ne ha scritti altri quattro: Little Green Book, Little Black Book, Little Blue Book e The Real Deal.

Era già diventato milionario un anno prima, nel 1996, grazie alla vendita della sua azienda, la Netsys Technologies (Gordon è laureato in ingegneria informatica), alla Cisco.

Vanta ottimi piazzamenti e vittorie in tutte le maggiori competizioni a partire dal Main Event delle WSOP in cui nel 2001 si è classificato 4°, o il 1° posto al WPT 5000 Bay 101 Shooting Star del 2004.

Altre recensioni sono disponibili nella sezione dedicata ai libri sul poker Texas Hold'em e Omaha.