Operazione Gambling: dissequestrati i 21 siti Microgame

Scritto da Alessandro Aggiornato il .

pc mouseUn sospiro di sollievo per molti giocatori italiani che da giorni non potevano entrare nel proprio account e vivevano nell'incubo di avere i propri soldi bloccati, a seguito del sequestro disposto dalla procura di Reggio Calabria nell’ambito della "Operazione Gambling". Players che giocavano sul network del colosso Microgame.

In base a quanto riportato dai principali organi di stampa e confermato dallo stesso blog di People's Poker, la Procura di Reggio Calabria ha ordinato il dissequestro per tutte le 21 skin coinvolte nel blitz dello scorso Mercoledì.

Ricordiamo che dopo il sequestro di alcune skin del network da parte della procura, era intervenuto in prima persona l'amministratore delegato di Microgame Italia, Massimiliano Casella, che tramite un comunicato ufficiale aveva in qualche modo voluto rassicurare i numerosi giocatori preoccupati per i propri fondi bloccati.

Possiamo confermare al momento che alcune delle skin di Microgame poste nei giorni scorsi sotto sequestro risultano essere già funzionanti e altre sono in stato di manutenzione, ma nel giro di qualche ora dovrebbero essere tutte nuovamente online e accessibili ai giocatori.

Il blog ufficiale di People’s Poker ha confermato il dissequestro per 21 siti di gioco legati al network, sottolineando l'ormai imminente riattivazione di tutti i siti di gioco collegati a Microgame e People’s.

In base a quanto indicato da Agipronews, il motivo del dissequestro dei siti bloccati a seguito della ormai celebre “Operazione Gambling”, è una estraneità ai fatti emersi nel corso dell'indagine.

Il pubblico ministero ha accolto con soddisfazione la grande disponibilità dimostrata dalle singole aziende a fare ricorso ad ulteriori forme di controlli e implementazione di nuove features, per evitare future infiltrazione per fini illeciti.

Una buona notizia per i tanti giocatori italiani iscritti alle skin del network che da una settimana non riuscivano più ad accedere alle piattaforme e si trovavano con i soldi sul conto praticamente bloccati.

Photo credit: Rodrigo Senna