Guida all'HUD: VPIP e PFR (parte 2)

Scritto da Federico Il Aggiornato il .

hud pokerUna volta che siamo riusciti nell’impresa di avviare l’hud non ci resta che capire quali sono le statistiche più utili da tenere sotto occhio e come fare ad interpretarle nel modo corretto.

L’hud può potenzialmente mostrare tutto. Il problema è che non possiamo permetterci di avere davanti tante piccole bibbie sugli avatar dei nostri opponent, perché impazziremmo ad ogni decisione da prendere e diventeremmo ciechi nel caso stessimo multitablando (cosa che diamo quasi per scontata).
Dunque dobbiamo configurare l’hud scegliendo le statistiche più importanti per noi e per la disciplina alla quale ci dedichiamo.
Un consiglio generale che ci sentiamo di dare è quello di selezionare dei colori per le varie stringhe, in modo da avere un impatto visivo rapido e immediato.

Normalmente, le statistiche di base per un hud funzionale sono le seguenti.

 

Il VPIP

Acronimo di voluntary put money in the pot. Probabilmente la statistica più importante dell’hud. Essa ci riferisce quante volte il nostro avversario mette chips o soldi in un piatto, senza però tenere conto delle puntate obbligate, cioè dei bui e delle ante.
Affinché questa statistica sia attendibile è però necessario avere a disposizione un campione di mani superiore alle 100, altrimenti evitate di dar troppo credito alle informazioni sull’hud.

Questo dato ci indica essenzialmente lo stile del nostro avversario: un giocatore con un VPIP del 20% normalmente è considerato un tight-aggressive. Vi capiterà di incontrare avversari con VPIP inferiori al 10%, i classici nittoni chiusi come una cassaforte, o giocatori con vpip del 50%, i maniac/tiltati.

Queste informazioni vanno però lette in relazione col numero di giocatori seduti al tavolo. In un tavolo short-handed o in un 6-max la loro interpretazione infatti è diversa, essendoci meno giocatori anche i range si ampliano e un giocatore tight aggressive potrà avere anche un VPIP del 30% e risultare vincente.
È possibile anche scoprire da dove i nostri avversari hanno la tendenza ad aprire, infatti l’HUD ci consente di spulciarci il VPIP relativo ad ogni singola posizione del tavolo, così da avere il nostro bel menù con VPIP utg=x, VPIP co=y, etc etc.

Per quanto riguarda il vostro gioco diciamo che in un full ring con un VPIP fra 15 e il 22% siete comunque nello standard. Non fossilizzatevi però troppo sulle statistiche e cercate di seguire quella che è la vostra tendenza in quanto, tralasciando gli estremi, si può essere vincenti anche con uno stile più nitty dello standard, ad esempio ai microstake.

Il PFR

Acronimo di pre-flop-raise. È il secondo numerino che compare nel display, alla destra del VPIP ed è un dato che letto da solo si rivela abbastanza insignificante ma che utilizzato “in combo” proprio con il VPIP ci da informazioni molto precise sull’avversario che abbiamo davanti.

Indica la percentuale di volte in cui qualcuno apre raisando ed è pertanto cruciale per valutare la passività o l’aggressività dei nostri opponent. Come per il VPIP anche questo dato si rivela però fallace se il campione di mani in nostro possesso è inferiore alle 100.

Vediamo come leggerlo:
tavolo full ring, VPIP: 27 - PFR: 4.
Abbiamo davanti la più classica e inguaribile delle calling station. Un alto VPIP e un PFR in percentuale così basso è indice di elevata passività, tipica di un giocatore che entra nei piatti quasi sempre limpando e per speculare. Il modo per affrontare una calling station simile è quello di aggredirla quando limpa ma fare molta attenzione quando entra nel piatto raisando, in quanto lo fa solo con mani molto forti.

Immaginiamo ora lo stesso esempio, ma il giocatore in questione ha un PFR del 23. Siamo davanti a uno spewer aggressivo che ha l’abitudine di entrare in gioco frequentemente e raisando anche con mani marginale. Contro di lui possiamo permetterci di ampliare il nostro range e dare minor credito ai suoi raise. Attenzione però, ovviamente anche questi giocatori di tanto in tanto hanno AA o KK.

L’ultimo esempio è un giocatore con un VPIP standard (quindi del 16%) e un PFR circa del 12. Si tratta di un giocatore TAG e mediamente sensato.
Volendo, per i più feticisti, si può anche essere più dettagliati nelle informazioni e fare in modo che nell’hud compaia il PFR relativo alle singole posizioni, in modo da avere ad esempio: PFR da UTG=x, PFR da BTN=y.

Continua nella terza parte.