Guida all'HUD: AF e %cbet (parte 3)

Scritto da Federico Il Aggiornato il .

hud pokerLe principali statistiche presenti in praticamente tutti gli HUD comuni sono tre. Il VPIP e il PFR le abbiamo già trattate nell’articolo precedente, in questo ci occuperemo del:

AF

Acronimo di aggression factor. Affinché questo dato sia attendibile e veritiero sono però necessarie più di 100 mani, personalmente ritengo almeno 400.
Si tratta di una formula matematica e seppur qualcuno non la consideri precisa e affidabile come le due precedenti statistiche, resta comunque un dato molto importante da saper interpretare (in particolare nel cash game, essendo in questa specialità fondamentale il gioco post flop) che ci offre una lettura sull’aggressività dei nostri avversari in tutte le street, flop, turn e river.

Il dato è calcolato sommando la percentuale di bet più la percentuale di raise, il risultato diviso la percentuale di call, in modo da avere un quadro esaustivo sullo stile in cui il nostro opponent è solito giocare le proprie mani.
Un giocatore con un AF superiore a 4 è sicuramente molto aggressivo e tenderà a flattare molto raramente, prediligendo uno stile incentrato sul raise/fold. Al contrario, se l’hud ci mostra un AF di 1 possiamo considerare di essere contro ad un player che fa del call la sua religione, dunque aspettiamoci tanta passività.
Al fine di avere informazioni più dettagliate sull aggression factor è possibile aprire un menù a tendina presente nel nostro hud che ci mostrerà L’AF relativo ad ogni singola street, così da capire in che street viene fuori la natura aggressiva dell’avversario con cui ci stiamo confrontando.

Queste sono le 3 statistiche base che non possono mancare in ogni Hud che si rispetti.
Ci sono però tanti altri dati che rendono personalizzabile l’hud al meglio delle nostre esigenze.

[% cbet e %fold to cbet]

Sono statistiche che ritengo fondamentali, soprattutto nei tornei multi tavolo (ovviamente anche nel cash game).
Una continuation bet abbiamo già visto cosa sia, per chi non dovesse saperlo però possiamo sintetizzare dicendo che si tratta di una puntata effettuata al flop dopo aver preso l’iniziativa pre-flop aprendo, rilanciando o 3bettando.

Di norma, nel poker moderno, i giocatori tendono ad abusare della continuation bet. Rilanciando pre-flop hitteremo il flop mediamente una volta su tre. Tuttavia le percentuali di continuation bet di quasi tutti i giocatori sono superiori ad 1/3, questo significa che molto spesso loro vanno in continuation bet in bianco. E giustamente per altro, se non lo facciamo già dovremmo farlo anche noi.

Ad esempio, un giocatore che ha % di cbet 80 sul nostro hud, in un campione di mani significativo, possiamo scommettere che c-betterà in bianco molto frequentemente. Con un punto medio, dunque, potremmo anche provare a portare via il piatto. Se possibile, tenendo conto di un altro dato presente nell’hud:

% di cbet al turn

Questa statistica ci mostra la percentuale di volte in cui l’opponent dopo aver effettuato una continuation bet al flop e aver ricevuto un call, mollerà il colpo al turno give-uppando. Un avversario con un’alta percentuale di continuation bet al flop e una bassa percentuale di bet nelle street successive, è un candidato ideale per operare con successo un floating.

La percentuale di fold alla continuation bet invece indica lo stile degli avversari alle nostre continuation bet, cioè quanto loro sono passivi e in che misura danno credito alle continuation bet.
Un giocatore con fold to cbet 60% è una tipica roccia su cui azzardare una continuation bet anche in bianco, perché in un campione di 100 mani il 60% delle volte, contro di lui, vinceremo il piatto. Un fish calling station con fold to cbet 18% invece è il tipico esempio di avversario contro cui andare in continuation bet solo vero, in modo da estrarre valore dalla sua incapacità di pigiare il tasto fold.

Continua nella quarta parte.