Strategia per il cash game 6-max Micro-Stakes (parte 4)

Scritto da Federico Aggiornato il .

strategia cash game microstakes

Continua la nostra serie di articoli sulla strategia per il cash game MicroStakes 6max con questa quarta parte dedicata al gioco pre-flop.

La fase del pre-flop forse è quella in cui è necessario essere più schematici. Generalmente per affrontare i microstake la schematicità è sempre uno stile valido, ma pre-flop si potrebbero anche prendere in considerazione delle tabelle per valutare le mani con cui aprire.

Il principio è quello che non essendo noi dei campioni non vogliamo ritrovarci al flop con mani che ci metterebbero in difficoltà. Di conseguenza i range di apertura pre-flop sono un po’ nitty, ma possiamo adeguarli in base alle nostre abilità post flop o se abbiamo letture particolari del tavolo.

Al nl2, al nl5 e al nl10 possiamo aprire da tutte le posizioni con tutte le coppie, dunque da 22 fino ad AA. Anche con AT o più possiamo aprire da tutte le posizioni.
Da BTN possiamo ampliare i nostri open range includendo le seguenti mani: A9o, QK, QJs, QJo, KTs, KTo, KJ, KJo, K9s, JTs, JTo, QTs e tutti gli assi suited. Al nl10 a questi range da BTN possiamo aggiungere anche vari connectors suited.

Generalmente anche da cutoff possiamo aprire wide, il motivo è che pur ricevendo un call dai due bui giocheremo comunque in posizione. Pertanto da CO consiglierei lo stesso range di BTN tagliando però i connectors suited, K9, KTo e gli assi suited compresi fra A6s e A9s che invece da BTN non foldavamo.

Dallo small blind il range dovrebbe restringersi leggermente rispetto al Bottone, poiché ricevendo un call dal big blind ci ritroveremmo a giocare fuori posizione. Dunque il nostro suggerimento è quello di aprire solamente con coppie, AT+, A2s, A3s, A4s, A5s, KTs e KJ+. Al nl10 aggiungete anche JTs.

Questi restano comunque range molto indicativi e non dovete attenervi ad essi con fede biblica. Sicuramente vanno bene, ma a seconda dei giocatori e del tavolo che fronteggerete potrete variare le vostre aperture, ad esempio aggredendo maggiormente i bui di un giocatore più nitty.

La size di apertura consigliata, generalmente è 3x.
Di norma, quando si gioca in un tavolo con altri reg è bene non variare mai la propria size di apertura, per non risultare alla lunga exploitable, tuttavia in un tavolo pieno di fish possiamo anche fregarcene di questa bella regoletta e cambiare il valore della size che abbiamo. Agli occhi di qualche purista potrebbe sembrare mostruoso, e contro i regular ovviamente è sconsigliato, tuttavia i fish non guardano alle nostre size ma pensano solamente alle carte che hanno in mano. Personalmente, contro opponent particolarmente aggressivi o tiltati quando ho una monster non disdegno aprire anche x4.

Questo concetto ha maggior valore e può espandersi se ci troviamo a dover isolare i limpers: i microstake sono una fiera del limp, quindi la situazione di tanti giocatori che limpano OOP prima di noi si verificherà molto spesso e siccome limpare è una debolezza, noi dobbiamo sfruttare questa debolezza raisando e portando il limper a chiamarci fuori odds.
Se abbiamo più di un limper e ci troviamo con una monster suggeriamo di raisare anche x6, x7, x8: state pur certi che se il limper dei microstake ha deciso di vedersi il flop non rinuncerà al suo proposito solo perché voi lo state mettendo fuori odds e vi chiamerà, dandovi modo di estrarre enorme valore post-flop e talvolta anche di stakarlo. Ciò che vogliamo è che i nostri limpers investano pre-flop almeno il 15% del loro stack, così da rendere –EV il set-mining.

Non dobbiamo però necessariamente “sceriffare” o bullare i nostri avversari e aggredire indiscriminatamente tutti i limpers che incontriamo al tavolo. Molte volte aggregarsi alla fiera del limp potrebbe essere una possibilità da considerare. In particolare se abbiamo già più di un limper dietro di voi e ci troviamo con mani speculative come i suited connectors o le coppie basse. Sono punteggi che al flop legheremo raramente ma dai quali poter estrarre enorme valore. Per questo motivo possiamo permetterci di fare uno strappo alla regola, limpare e investire in un board a basso prezzo.
Se raisati fate call solamente in odds o quando ricevete delle buone implied odds, cioè quando colui che raisa è un giocatore nitty, un fish tiltato o quando anche gli altri limpers completano pre-flop, contribuendo alla formazione di un piatto gigantesco.

Un’altra distinzione utile per capire con quali mani aprire o aggredire va fatta in base allo stack dei nostri opponent.
Come dicevamo in precedenza, i nostri avversari dei microstake non sempre si siederanno al tavolo full stack. Mediamente il fish predilige stack <60, per paura di perdere troppo o per adottare la sua fish-strategy push/fold, come se si trattasse di un torneo. Tutto questo ci riguarda molto da vicino, perché lo stack del fish ci aiuta anche a comprendere le implied odds che abbiamo in una mano.
Contro giocatori shortstack è corretto aggredire con assi alti e coppie alte. Al contrario, contro giocatori full stack come noi può rivelarsi profittevole giocare mani speculative o coppiette, perché quando riusciremo a legare un buon punto se ci giocheremo al meglio le nostre chance potremo portar loro via tutto lo stack.

Continua nella quinta parte.