Strategia per il cash game 6-max Micro-Stakes (parte 6)

Scritto da Federico Aggiornato il .

strategia micro stakes

Dopo aver visto nelle parti precedenti come giocare pre-flop, passiamo ora al flop.

Normalmente ai microstakes è pieno di curiosoni che indipendentemente dalla loro mano, dalla size che voi avrete fatto pre-flop, vorranno dare una sbirciatina alle prime 3 carte (e nel caso dei più ostinati anche alle ultime due) che usciranno sul tavolo.
Ovviamente quando abbiamo un mostro pre-flop la cosa non può che farci piacere, ma non possiamo sempre avere un buon punteggio, tante volte apriremo standard x3 e al flop non hitteremo nulla. Altre volte invece troveremo un set, la top pair e vorremo massimizzare le nostre vincite. Cosa fare quindi al flop, in entrambi i casi?


Abbiamo due possibilità:

  • mettersi in modalità check/call, check/fold, check/raise;
  • fare una continuation bet.


Come dicevamo nei precedenti articoli sulla strategia da tenere ai microstake 6max, il bluff non è mai una scelta veramente conveniente contro i giocatori che incontreremo. Tuttavia, se tutte le volte che non hittassimo il flop ci mettessimo in modalità check/fold, alla lunga diventeremmo prevedibili perfino per i fish.

In linea generale il principio è quello di mixare le proprie giocate. A stake più elevati questa è la norma, mentre ai micro possiamo darci maggiori libertà e giocare più face-up, ma non disdegnate ugualmente qualche continuation bet di tanto in tanto, quando non troverete flop amici.

I nostri avversari non troveranno qualcosa al flop circa il 70% delle volte nei rilanciati pre. Sulla base di questo il consiglio che diamo è quello di operare una continuation bet il 64% delle volte. Ovviamente questo 64% comprende tutta la casistica, sia quando hitterete, sia quando flopperete banane.

Non state al pc a farvi i calcoli in modo pedante e ossessivo oppure concentrandovi sull’hud e distraendovi dal gioco, se cbettate qualcosa in più o in meno non viene giù il mondo, piuttosto regolatevi in base ai vostri avversari. Ai microstake sono tipologie molto standard e lineari: c’è quello che non folda un colpo nemmeno se messo sotto tortura e quello terrorizzato che folda sempre a meno che non hitti top pair o mostro.
Regolatevi in base a questo e cbettate sempre 2/3 pot, sia col punto sia senza il punto, quando riterrete corretto farlo.

Il consiglio che vi diamo è quello di mettere molte note sui vostri avversari, ad es:”non folda MAI a una 3bet pre”, oppure:”non folda mai alle cbet”. Oltre alle note queste preziose informazioni potrete ricavarle anche dall’hud di programmi come Poker Tracker 3 o Holdem Manager.

Le volte in cui cbetterete senza il punto e pagherete i vostri avversari, saranno compensate da quelle in cui sarete voi ad avere il punto e loro vi pagheranno.
Quando ricevete un call, a seconda dell’avversario, potete rivalutare la vostra action al turn: senza un punto, insistere in un bluff come dicevamo spesso non ha senso, perché il bluff raramente sortisce buoni effetti. Alternate le giocate ugualmente, se non altro per non risultare exploitable.
Molti giocatori tendono ad arrendersi sempre e comunque al turn e givuppare la propria mano. Vero è che insistere nel bluff non paga, ma non possiamo comunque permetterci di diventare prevedibili. Inoltre, molti fish dei microstake chiamano le cbet per inerzia. Una volta che iniziate a riconoscerli potrete provare a sparare una 2barrell al turn, contro di loro sortirà spesso effetti positivi.

Continua nella settima parte.