Strategia per il cash game 6-max Micro-Stakes (parte 7)

Scritto da Federico Aggiornato il .

strategia micro stakes

In questa settima parte della strategia per il cash game 6-max MicroStakes, continueremo il discorso sul gioco post flop iniziato nel precedente articolo.

Nel caso in cui abbiate cbettato close to pot al flop e ricevuto un call, se 2barrellando turn vi capitasse di ricevere un raise o peggio ancora un check raise, anche trovandovi con una top pair dovreste iniziare a riconsiderare la forza della vostra mano, come il teorema di Baluga ci suggerisce.

Non pensate che i giocatori dei microstake si seggano con l’intenzione di fregarvi o di inventarsi la grande giocata.
È vero, c’è il patito di pokermania che ha in camera tutti i poster di Gus Hansen e che siccome lo fa il danese si mette a raisare anche con air alle nostre puntate. Ma questi sono le eccezioni e siccome avere il poster di Gus Hansen non fa di te Gus Hansen, si ritrovano rotti molto rapidamente. A tali eccezioni i soldi li spilleremo comodamente quando avremo il punto e li ringrazieremo anche perché alla lunga, forse, loro regalano più dei fish normali.

In linea generale però è sempre bene realizzare il proprio profit basandosi su quei giocatori che sono lo standard: lo standard è un giocatore che quando vi rilancia turn, o vi checkraisa, dopo aver fatto call al flop, ha un punto molto forte.
Se non avete un punteggio che crushi il suo range evitate di continuare a fare la voce grossa e foldate. Se per un motivo X, per via di un board particolare o di qualche info che avete, decidete di flattare il suo raise e al river egli dovesse proseguire nella sua azione aggressiva con maggior convinzione, abbandonate qualsiasi punteggio da TPTK in giù senza pensarci due volte e considerate attentamente di foldare anche overpair o 2pair.
Questo è lo standard.

La casistica di ciò che non è standard non possiamo prevederla in questi articoli, ma dovrete riconoscerla voi, sulla base delle vostre esperienze. Potreste incappare in giocatori che dopo aver perso un grosso pot diano segnali di tilt al tavolo, in questo caso il teorema di Baluga lo riporrete nel cassetto per raccogliere il gentile dono resovi dal tiltato di turno.
Oppure in giocatori aggressivi con la sindrome dell’invincibilità che, nel loro standard, decidono di giocare tutte le street rilanciando any-flop, any-turn, any-river. Succede anche questo, seppur di rado.

Non pensateci e limitatevi a considerare ciò che è la norma. Il fish dei microstake è nella maggior parte dei casi una calling station: questi soggetti, anche se non lo sanno, giocano per speculare.
Non gli interessa prendersi dei rischi rilanciando con mani marginali o estrarre valore da punti mediocri. Loro vogliono soltanto poter girare quante più carte possibili alla ricerca del progetto o del nut, in modo da portarci via, a senso loro, tutto lo stack.
Di conseguenza, quando effettivamente vediamo che rilanciano, dopo flat o check sospetti, foldiamo la mano senza tanti rimpianti, in fondo è anche giusto che peschino di tanto in tanto i propri outers.

Continua nell'ottava e ultima parte.