Il coaching nel poker

Scritto da Federico Aggiornato il .

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Foto di IBM events.

Il significato del termine coaching credo sia chiaro più o meno a tutti. In ogni settore, quindi anche nel poker, esistono individui competenti che mettono a disposizione la loro preparazione a individui meno competenti con tanta voglia di imparare. In ogni settore, questi “maestri” fanno ciò dietro un compenso, quindi anche nel poker.

Ad una prima riflessione, il fatto che qualcuno si faccia pagare profumatamente per insegnare a qualcun altro un gioco, potrebbe destare più di una perplessità. O, quanto meno, considerando che a 9 anni mia nonna mi insegnò le regole del poker all’italiana gratuitamente e in 10 minuti, personalmente a me ne di perplessità ne destò parecchie.

Tuttavia, procedendo in maniera diligente nel nostro studio pokeristico, leggendo i forum o anche tanti altri articoli presenti su questo sito, ci renderemo conto ogni giorno che passa di quanto questa disciplina sia infinitamente vasta e complessa e che forse, avere qualcuno che possa indirizzarci meglio per comprendere ed eliminare i nostri leak può rivelarsi una scelta determinante.

Investire una parte del nostro bankroll in qualche ora di coaching è senza dubbio una scelta +EV.
Sicuramente non all’inizio, sicuramente non se viviamo il poker solo per ciò che è, ossia un gioco, ma se abbiamo raggiunto un livello discreto che già ci rende vincenti, il passo successivo e a volte quasi obbligatorio per renderci dei giocatori veramente validi è quello di fare qualche ora di coaching con un buon coach.

Purtroppo a volte i prezzi sono un po’ inquietanti, alcuni fra i coach più quotati arrivano a farsi pagare anche 150 euro o più, ma questo non deve scoraggiarci perché online troverete annunci di coach per tutte le tasche. Il fatto che un coach si faccia pagare, per esempio 30 euro ad ora, non significa che non sia un buon coach.
Ogni coach stabilisce la sua tariffa oraria in base alla profitto che ricaverebbe se invece di coachare voi trascorresse quell’ora al tavolo da gioco. Forti giocatori midstake dunque hanno vincite medie inferiori, ma ciò non significa che non siano validi giocatori e validi insegnanti, semplicemente hanno deciso di rivolgersi a un field più vasto, mirando a ricavare introiti da più coachati piuttosto che da uno solo.
Anche nella scelta del coach bisogna stare attenti al bankroll. Mai scegliere un insegnante fuori dalla portata delle nostre tasche, soprattutto se possiamo permetterci appena una sessione.

Gli strumenti per un coaching di base sono skype e teamviewer. Ogni coach poi vi chiederà di fornirgli le hands history dei vostri tornei o delle vostre partite di cash game e in questo modo potrà valutare quali sono i leak da correggere.
Spesso al coaching si accompagna anche il ghosting. Sostanzialmente voi giocherete un vostro torneo e il coach, di solito tramite teamviewer, vi seguirà dandovi modo di comprendere “in diretta” i giusti thinking process che stanno dietro ad ogni singolo spot.