Le bad beat: poker room truccate o parte del gioco? (parte 2)

Scritto da Federico Il Aggiornato il .

bad beatDopo aver fatto un discorso generico sulle bad beat nella prima parte, continuiamo qui il discorso cercando di entrare più nel dettaglio.

È idea diffusa, fra i fautori della teoria del “è tutto rigged!”, che le bad beat siano episodi spiacevoli che si verificherebbero esclusivamente giocando a poker online.

Nulla di più errato: una bad beat è semplicemente un colpo sfortunato, pertanto in essa possiamo incappare sia giocando online, che giocando live.
Non esiste alcuna differenza: 52 carte ci sono nei mazzi online, 52 carte ci sono nei mazzi di in un casinò live o in quello di casa vostra.

“Si, ma allora perché ho la netta sensazione che online questi colpi sfortunati siano più frequenti e che capitino tutti a me?”
Se durante le vostre partite di poker online siete arrivati a questa conclusione …non preoccupatevi, ci siamo passati tutti.

Per i motivi di cui andremo ora a parlare, è comprensibile che un novizio maturi la convinzione che online le bad beat siano più numerose e soprattutto crudeli. Ed è perfettamente logico farsi mille dubbi a riguardo. L’importante però è cercare di darsi delle risposte, senza liquidare tutto con il solito “online è rigged”.
Gli elementi che ci traggono in inganno e ci inducono a pensare che online le bad beat siano più frequenti rispetto al live sono:

  • la quantità di mani giocate.
  • Il fatto di non trovarsi faccia a faccia con gli altri giocatori.
  • Il principio, valido anche nel poker, che una brutta giornata rimane più impressa nella nostra mente di una bella giornata.
  • Perché quelli che noi consideriamo eventi sfortunati non lo sono poi più di tanto.

 

La quantità di mani giocate

Nel post che abbiamo riportato all’inizio di questa serie di articoli, il nostro “truffato” si lamentava del fatto che in pochi mesi di gioco su Pokerstars avesse ricevuto più scoppi che in 25 anni di poker. Questo, secondo noi, è logica conseguenza del fatto che online si giocano sicuramente più mani.

Aprite un tavolo di Pokerstars e osservate la velocità con la quale il software distribuisce le carte ai giocatori. Organizzate una giocata a carte in famiglia e fate caso invece alla velocità con la quale vostro nonno distribuisce lo stesso numero di carte. Nel live, i tempi sono dilatati e In qualsiasi caso, con qualsiasi croupier, una mano su Pokerstars si svolgerà molto più rapidamente che dal vivo. Inoltre se si gioca su più tavoli per volta = più mani giocate = più bad beats subite.
Paradossalmente, pur giocando a poker da 25 anni, l’autore di quel post è lontanissimo dal numero di mani giocate da un grinder dell’online in pochi mesi.


Non trovarsi faccia a faccia con gli altri giocatori

Questo è uno dei motivi per i quali il gioco online è più conveniente su quello live. Psicologicamente, il fatto di non avere davanti a se individui in carne ed ossa, spinge i giocatori verso uno stile più loose. Non ci sono i soldi in cartamoneta davanti, non c’è gente che ci ride in faccia dopo un call con 7-2, c’è la possibilità di aprire un altro tavolo immediatamente se la gamblerata dovesse andar male. I giocatori entrano nei piatti con tantissime carte, incrementando la possibilità di uno scoppio a nostro sfavore.

Continua nella terza parte.