Le bad beat: poker room truccate o parte del gioco? (parte 3)

Scritto da Federico Aggiornato il .

bad beatProseguiamo in questo articolo con il punto 3 della nostra lista dei motivi per i quali giocando online abbiamo la sensazione di subire più bad beat del normale.


Probabilmente se provassimo a ricordare le 5 peggiori bad beat subite non faremo fatica. Al contrario, avremmo qualche difficoltà a ricordare le bad beat date.

In un certo senso ciò avviene perché gli episodi sfavorevoli ci rimangono maggiormente più impressi. E quando la nostra testa prova a rimuoverli, puntualmente il pensiero va a quel mouse scagliato contro il pavimento o alle nocche delle nostre dita doloranti dopo un pugno sul muro.

Va poi tenuto presente che nella maggior parte dei casi, quando noi facciamo una giocata, è perché vogliamo fare quella giocata sulla base di ciò che abbiamo letto o imparato. Di conseguenza, quando perdiamo un colpo per una bad beat, quasi sempre ci sentiamo sfortunati, mentre quando lo vinciamo, l’avversario è stato comunque un retard. Qui ci ricolleghiamo all’ultimo punto:


Quelli che noi consideriamo eventi sfortunati potrebbero non esserlo

È vero, molte mani si giocano da se: abbiamo AA, abbiamo 10 BB, andiamo all-in pre-flop, non importa cosa succede. Un avversario ci chiama con JQ suited e trova colore. Poco da fare, il suo call è stato errato ma è stato fortunato.

Quante volte però vediamo giocatori limpare gli assi pre flop, con lo scopo di fare un trappolone?
Altri 4 giocatori poi limpano dietro…ed ecco che gli assi, micidiali nell’uno contro uno, diventano un punto estremamente vulnerabile in un multi way pot.

Quante altre volte, dopo aver settato al flop, non bettiamo la size giusta su un board monocrome, dando le odds agli avversari per inseguire il colore?

Sono solo alcuni esempi, ma indubbiamente molte volte quelle che noi riteniamo bad beats sono in realtà il frutto di nostri errori o di una condotta sbagliata nel pre-flop.

In altri casi invece ci consideriamo gli individui più sfortunati del mondo dopo che A3 del nostro avversario donk ha avuto la meglio sul nostro AK?
Si tratta di un evento che si verifica il 30% delle volte, dunque, per quanto doloroso, rientra nel quotidiano. Il fatto che tali eventi in alcuni periodi sembrino perseguitarci si spiega con un concetto forse già conosciuto a tanti: la varianza.

Considerando tutto ciò, le numerose bad beats che affrontiamo nelle nostre sessioni, sono qualcosa di perfettamente naturale. Come naturale è la rabbia che sentiamo e sentiremo in certe occasioni. Sarebbe semmai innaturale che i nostri assi reggessero sempre, vorrebbe dire che qualcosa nel rng system (random number generator, lo strumento che distribuisce le carte ai tavoli online) non va. E ciò non sarebbe plausibile, in quanto nell’interesse di tutti l’rng è costantemente tenuto sotto controllo dallo stato e da matematici competenti.

Concludiamo dicendo che non c’è l’obbligo di giocare online. Chi nutre sfiducia può continuare a giocare un poker tradizionale, dal vivo, evitando di farsi il sangue amaro contro un server, neutro, che in quanto tale non ha simpatie o antipatie.