Essere card dead nel poker

Scritto da Federico Il Aggiornato il .

card dead
Foto di Robin Corps.
L’espressione essere card dead si riferisce a una situazione, tipica dei tornei, nella quale per un numero elevato di mani le hole card che riceviamo non sono giocabili.

A tutti noi sarà capitato di essere card dead e di non sapere come gestire queste fasi così frequenti ma anche tanto frustranti. Da una parte prevale una strategia conservativa che in un certo senso ci fa desistere dall’azzardare un’azione con carte marginali, dall’altra però avvertiamo l’esigenza di forzare un po’ il gioco perché i bui continuano ad avanzare.
Se le carte non ci aiutano diventa importante saper conciliare queste due strategie e capire quando è arrivato il momento di stringere i tempi indipendentemente dalle carte che abbiamo, o quando invece possiamo permetterci di aspettare la mano giusta.

Dobbiamo però fare una distinzione: essere card dead in torneo ed esserlo in un tavolo cash non è la stessa cosa.
Se in torneo, a causa dei bui e dell’eliminazione che pende sul nostro capo a volte siamo costretti a giocare delle mani contro voglia, nel cash game non abbiamo urgenze di questo tipo: nessuno ci elimina e i bui non aumentano. Possiamo attendere anche diverse orbite senza mai giocare per poi approfittare dell’onda positiva, che statisticamente prima o poi arriverà.

In torneo il poi potrebbe essere già troppo tardi e quindi toccherà necessariamente inventarsi qualcosa. Ma Quando?

Nelle fasi iniziali del torneo essere card dead probabilmente sarà l’ultimo dei nostri problemi. Non abbiamo l’assillo di raddoppiare le chips, lo stack è corposo e possiamo entrare in gioco quando davvero le carte ce lo consentono. Gli assi deboli possono/devono essere foldati senza rimpianti, da late non siamo obbligati a improvvisare azioni di steal.

I problemi seri dell’essere card dead iniziano a insorgere più o meno intorno ai 20BB, quando i bui sono alti e noi non vediamo più carte giocabili.
Con i bui alti aumentano anche i tentativi di steal degli avversari con stack grandi, che apriranno pre-flop con frequenza. I loro range saranno più wide, ma molto spesso capiterà che repushando non avremo fold equity e saremo chiamati.
Dunque, per un azione di questo tipo, almeno anche solo una coppia di 4 o un asso debole dobbiamo averle. Nel caso notassimo che uno dei chipleader bulli il tavolo, non dovremmo esitare a mandare la vasca con pocket pair, KQsuited, Assi con kicker maggiore di 6. E' vero che saremo quasi certamente chiamati, ma potremmo giocare ugualmente bene contro il loro range.

Noi in questo articolo ci riferiamo però a una situazione in cui siamo disperatamente card dead.
I chip leader continuano a bullare il tavolo, la mano migliore che abbiamo visto è T6 suited, il nostro stack è arrivato alla soglia dei 10BB. È il momento, se ci troviamo da late e tutti prima di noi hanno foldato, di pushare ATC.

Scendere sotto la soglia dei 10bb per aspettare una mano migliore significa tre cose:

  1. Perdere la fold equity,
  2. Rischiare che un double up non cambi la nostra situazione. Infatti, col diminuire del valore del nostro stack, diminuirà anche il valore che prenderemo da un fortunato double up,
  3. Le carte migliori potrebbero non arrivare mai.


Il messaggio importante da recepire è che non dovremmo mai lasciare le sorti del nostro torneo in balia delle carte. Se queste non ci vengono in aiuto è necessario invertire la tendenza e sfruttare al meglio il valore della fold equity. Perdere la fold equity in torneo significa quasi sempre mettere fine al torneo stesso.