Il giocatore di MTT: un eroe d'altri tempi (parte 2)

Scritto da Federico Aggiornato il .

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Foto di Matt Waldron.

Continua dalla prima parte.

Uno scoppio che in altre discipline costa al massimo uno stack, per un giocatore di MTT può anche voler dire rinunciare a una cifra pari o superiore al proprio bankroll. L’immagine di Matt Affleck in lacrime alle WSOP dopo uno scoppio in prossimità del final table del main event sintetizza più di ogni altra parola la spietatezza di questa specialità di gioco. Affleck è un campione affermato ed era super-ultra-rollato per quell’evento (forse uno dei pochi ad esserlo veramente), ma subire quello scoppio in quel momento di quel torneo, dopo avere espresso un gran poker, ha avuto un impatto devastante perfino per il suo mindset, portandolo ad esplodere in quel pianto dirotto che tutti abbiamo visto.

Noi non siamo Mat Affleck, probabilmente non ci troveremo mai come lui a giocarci un main event delle WSOP 30 left, anche se ve lo auguro (ovviamente l’augurio è quello di arrivarci, non di venire scoppiati) ma giocando quotidianamente i nostri multi tavolo, per i quali si spera di essere rollati, brutti colpi come quelli saranno sempre in agguato ed è impossibile esserne immuni.

I multi tavolo non sono la specialità “più difficile” da giocare. Probabilmente, se volessimo concederci al giochino del più difficile e del più facile la palma spetterebbe al cash game, che richiede uno studio intenso e serrato quando praticato ad alti livelli. Sono però la specialità più completa.
Per essere un vincente nei tornei multi tavolo è necessario avere l’esperienza pre-flop di un giocatore di sit&go, unita ad un estro personale nella scelta delle starting hands che al giocatore di sit&go non è richiesto. Trattandosi di un gioco ad alta varianza il professionista di torneo deve anche saper multitablare in maniera massiccia e conoscere almeno le basi dell’icm, proprio come il giocatore di sit&go.
In più deve avere le abilità post-flop del giocatore di cash game perché spesso ci si ritrova con stack molto deep e andare all-in pre flop con sessanta, settanta big blind è folle e insensato.

I tornei sono  certamente la parte più spettacolare di questo gioco, quella che ha fatto sì che la passione per il poker dilagasse in tutto il mondo. Il giocatore di torneo è forse quello che più sente l’adrenalina in corpo nei momenti di un coin flip e possiamo scommetterci che nelle fasi calde di un torneo anche chi assiste avverta una certa tensione.
Tuttavia giocando online, tanti, tantissimi tornei, quella che inizialmente era adrenalina col tempo diventa abitudine e purtroppo molto spesso frustrazione. Nei periodi più neri la sensazione di avere tutto contro è talmente forte che spesso ad ogni show down ci si aspetta di venire scoppiati.
Poi, se riusciamo a non abbatterci e la varianza decide di darci tregua, arriva il premio, la ricompensa: la vittoria del torneo o un final table importante che ci fa risorgere dalle ceneri.

La vittoria in un grande torneo multi tavolo va oltre l’aspetto economico: quando essa arriva nel bel mezzo di un periodo nero, in cui tutto gira storto, nulla è più bello e soddisfacente di un primo posto che ci restituisce fiducia in noi stessi e nelle nostre abilità, roll e felicità.
Forse, quella del giocatore di tornei è la professione nell’ambiente del poker che richiede maggiori sacrifici e tensioni. I ritmi sono massacranti e non siamo noi a decidere i giorni e gli orari in cui giocare. Le poker room dettano i tempi perfino ai nostri reni, un vero grinder che multitabla su più poker room deve saper prendersi le pause bagno nei momenti più propizi perché senza le pause sincronizzate le sessioni possono durare tante ore, senza interruzioni e si è costretti ad organizzarsi nei modi più disparati con amici, fidanzate, parenti, impegni.  

Ma allora perché tanta gente decide di dedicarsi ai tornei piuttosto che al cash game, dove i guadagni sono spesso maggiori e costanti, o ai sit&go?

La risposta è da ricercare nell’incipit di questo articolo: i giocatori di MTT sono forse gli unici ed autentici romantici nel mondo del poker, alla ricerca della sfida e del brivido continuo, che per quanto questo gioco sia insopportabile, odioso, faticoso, snervante, irritante si ostinano a praticarlo perché, semplicemente bellissimo.