H.O.R.S.E. Poker: regole di gioco complete

Scritto da Federico Il Aggiornato il .

mucchio di carteL’H.O.R.S.E. è un gioco per veri professionisti, dal quale tanti giocatori amatoriali cercano, a ragione, di tenersi lontani. Il motivo di questa diffidenza è che pur trattandosi di un gioco soltanto, in realtà per vincere è necessario saper giocare a cinque specialità differenti.

H.O.R.S.E. è infatti una sigla che racchiude le iniziali di 5 importanti specialità del poker: Holdem, Omaha High-Low Eight or Better, Razz, Seven Card Stud e Seven Card Stud High-Low Split.

Queste 5 specialità sono giocate tutte in un tavolo di H.O.R.S.E. L’Horse è un gioco praticato quasi esclusivamente nella sua versione limit, anche se talvolta non viene disdegnata una variante più “pazzerella” no limit, come capitato nel tavolo finale delle World series nel 2006, vinto dall’indimenticato Chip Reese, scomparso poi proprio l’anno successivo.

Al fine di stabilire l’ordine delle varianti da praticare, fa fede sempre il nome del gioco: H.O.R.S.E. In questo modo quindi cominceremo con il Texas Holdem, poi l’Omaha e così via, per poi ovviamente ricominciare dall’inizio. La struttura dei bui è continua e progressiva come avviene normalmente in tutti i tornei e non viene azzerata dalla partenza di una nuova specialità. Anche nella variante del Seven Card Stud, dove non ci sono bui ma limiti e ante, queste crescono in parallelo all’incremento dei bui delle altre specialità.

Ogni variante viene dunque giocata per un certo numero di tempo, prima di passare a quella successiva. Di norma, per valutare quante mani effettuare di una determinata variante, si tiene conto dei giri fatti dal bottone: terminato un giro si cambia gioco, di conseguenza se un tavolo vede attivi 7 giocatori, ci saranno 7 mani di Texas Holdem, 7 di Omaha e così via.

Tuttavia non è l’unico fattore che può determinare l’inizio o la fine di una variante. Talvolta alcune poker room adottano un sistema di “switch” del gioco a tempo, basato quindi su un tot numero di minuti inizialmente concordato.
Questo regolamento un po’ “borderline” è stato alla base di uno degli scontri verbali forse più epici fra due professionisti al tavolo. La contesa è avvenuta su Full Tilt Poker fra il noto professionista Daniel Negreanu e il pro player dell’online Kyrbynator, in una partita di 8-game mixed (una versione un tantino più estrema di HORSE) quando, durante un giro di 2-7 Triple Draw il buon Negreanu ha richiamato in chat il canadese accusandolo “Angle-shooting”, cioè di comportamento scorretto ai limiti del regolamento.
La colpa di Kyrbynator era appunto quella di temporeggiare, volutamente, ad ogni mano in modo da far trascorrere i minuti imposti per il 2-7 Triple Draw, variante nella quale si era già dichiarato un incompetente. Alle accuse rivoltegli di slealtà, il giocatore ha risposto con un serafico:”noi non siamo samurai”, continuando a tankare a vuoto ad ogni mano prima di foldare.

Questo aneddoto potrebbe sembrare fine a se stesso, ma cela invece una grande verità: la strategia più indicata all’unanimità per giocare un tavolo HORSE è quella di massimizzare il profitto nelle varianti in cui si è più confidenti, cercando possibilmente di giocare più aggressivi contro quei giocatori che individuiamo come gli anelli deboli in quella determinata specialità.
Al tempo stesso, noi dovremmo farci da parte, giocando solamente mani premium, in tutte quelle specialità in cui sappiamo non avere edge nei confronti degli altri giocatori.

L’H.O.R.S.E., come accennato, ammette però ulteriori varianti, che possono renderlo ancora più accattivante.
Quella più celebre è l’HOSE. Come facilmente intuibile, la differenza è che è stata abolita la specialità del Razz. Tuttavia per chi ama complicarsi la vita esistono anche il C.H.O.R.S.E (si aggiunge la specialità del Chowaha) e il temibile T.H.O.R.S.E.H.A, meglio noto come 8-game e che prevede, in aggiunta ai classici giochi dell’HORSE, il 2-7 Triple Draw, il Texas Holdem No Limit e il Pot Limit Omaha.

Photo credit: Robin Corps.