Regole del Tresette (o Tressette): come si gioca
Il Tressette (o Tresette) è uno dei giochi di carte più amati della tradizione italiana, ricco di fascino e strategia.
In questo articolo vedremo le regole del Tresette, per imparare a giocare da zero o semplicemente rispolverare le tue conoscenze. Scopriremo come si distribuiscono le carte, le fasi di gioco, il valore delle carte e il calcolo dei punteggi. Non mancherà una spiegazione di alcune delle varianti regionali più giocate.
Iniziamo subito con la guida su come giocare a Tressette.
Indice:
- Il mazzo di carte
- Numero di giocatori
- Distribuzione delle carte
- Svolgimento del gioco
- Spizzichino
- Punti nel Tressette
- Fine della partita
- Varianti: Tressette a perdere, con accuso, col morto, ecc.
- Storia
Il mazzo di carte
A Tressette si gioca con un mazzo di 40 carte italiane (ad esempio napoletane o piacentine) o francesi a cui sono stati tolti gli 8, i 9, i 10 e i Jolly.
In quest'ultimo caso la corrispondenza tra semi francesi e italiani sarà la seguente:
- quadri ♦ = denari
- cuori ♥ = coppe
- fiori ♣ = bastoni
- picche ♠ = spade
Ogni regione ha le proprie regole del Tressette, qui spiegheremo quelle “ufficiali” utilizzate nei tornei e su internet.
Numero di giocatori
Il Tresette classico e più diffuso è quello a 4 giocatori, dove si gioca a Tressette in due squadre composte da due giocatori. Questa è sicuramente la variante più affascinante e che richiede la maggiore strategia.
Si può comunque giocare a Tressette in 2, 3 o 5 giocatori (alcuni arrivano anche a 8) sempre divisi in due squadre.
Nel Tresette online solitamente si gioca in 4 giocatori o in 2, nella variante conosciuta come Spizzichino.
Questo nome deriva dal fatto che lo svolgimento del gioco è diverso rispetto a quello a 4 giocatori perché rimangono 20 carte nel mazzo.
Distribuzione delle carte
Il mazziere (online lo fa il software) dopo aver mischiato le carte e fatto tagliare il mazzo al giocatore alla sua sinistra, distribuisce 10 carte a ogni giocatore dandone una alla volta in senso antiorario, partendo dal giocatore alla sua destra.
Nello Spizzichino, siccome si gioca in due, le 20 carte che rimangono vengono poste coperte al centro del tavolo.
Alla fine di ogni smazzata, cioè quando si arriva al conteggio dei punti, il mazziere diventa il giocatore seduto alla destra del mazziere precedente.
Svolgimento del gioco
Il primo giocatore alla destra del mazziere, o quello che ha il quattro di denari a seconda della regola di gioco che si vuole adottare, è il primo a dover fare la giocata (in gergo, "il giocatore di mano"), che consiste nel dover mettere una carta scoperta sul tavolo.
Lo stesso toccherà a turno e in senso antiorario a tutti gli altri giocatori, che dovranno giocare una carta dello stesso seme (chiamata anche palo) mostrato dal giocatore di mano (dovranno rispondere al seme).
Se non hanno quel seme potranno giocare una carta qualsiasi (chiamata piombo) ma non potranno in alcun modo aggiudicarsi la presa. Per questo motivo è una buona strategia liberarsi in queste occasioni delle carte con minor valore.
Chi mostra la carta più alta del seme del primo giocatore, vince la mano (fa la presa) e diventerà il prossimo giocatore di mano decidendo dunque che seme giocare.
Spizzichino
Abbiamo accennato sopra allo Spizzichino (chiamato anche Tressette a Pizzico o semplicemente Tressette a 2), cioè la variante in cui si gioca a Tresette in due giocatori e abbiamo visto che distribuendo 10 carte a testa ne rimangono 20 sul tavolo, naturalmente coperte.
In questo caso dopo ogni mano, ciascun giocatore pesca una carta dal mazzo mostrandola all'altro giocatore. Chi ha fatto la presa nella mano precedente pesca per primo.
Per il resto, le regole del Tresette in due sono identiche a quelle spiegate sopra.
Punti nel Tressette
Per la presa, questo è il valore delle carte in ordine decrescente:
- Tre
- Due
- Asso
- Re
- Cavallo
- Fante
- Sette
- Sei
- Cinque
- Quattro

Al termine della smazzata si calcolano i punti nel seguente modo:
- Asso = 1 punto
- Tre, Due, Re, Cavallo e Fante = 1/3 di punto
- 7, 6, 5, 4 = 0 punti
Quindi per il calcolo dei punti l'Asso è la carta che vale di più, ma per la presa viene superato da Tre e Due.
Inoltre, chi si aggiudica l'ultima presa ha un punto.
La somma dei punti viene arrotondata sempre per difetto, quindi se hai fatto 5 + 1/3 di punti, il tuo punteggio sarà 5 punti.
In totale in una smazzata si possono fare 11 punti.
Conclusione della partita
Ci sono due tipi di partite:
- partite a punti dove vince il giocatore o la coppia che arriva per prima al numero di punti prestabilito. Solitamente è 11 (spesso online), 21, 31 o 41 punti a seconda del tempo che si vuole impegnare.
- partite a smazzate dove si decide che la partita finirà dopo un numero concordato di smazzate e vince chi ha fatto più punti alla fine.
Nei tornei a eliminazione diretta, non c'è parità e si faranno tre ulteriori smazzate di spareggio. Se anche alla terza si finisce pari, chi ha fatto l'ultima presa vince.
Varianti e regole opzionali
Dopo aver visto come si gioca a Tresette classico, analizziamo ora alcune varianti regionali e regole opzionali molto utilizzate.
Cappotto
Una regola spesso usata nel Tresette è il Cappotto: se il giocatore in una smazzata fa tutti i punti in palio (cioè 11) vince il doppio della posta. La partita in corso comunque continua e può anche essere persa da chi ha fatto il Cappotto.
Accuso
Un'altra regola speciale del Tressette è l'accuso (o Accusa o Bussata), che aggiunge delle combinazioni che fanno guadagnare ulteriori punti.
Valgono tre punti le seguenti combinazioni:
- il 3, il 2 e l'Asso dello stesso seme (chiamata combinazione Napoletana o Napoli)
- tre 3
- tre 2
- tre assi
Queste ultime tre combinazioni sono chiamate Buon gioco o Bongioco.
Queste combinazioni, chiamate Superbongioco o Stella, valgono invece quattro punti:
- quattro 3
- quattro 2
- quattro assi
Quando c'è la regola del Cappotto, se un giocatore lo realizza, rende non valido l'accuso dell'avversario.
Tresette a Perdere
Le regole del Tressette a perdere (Tressette a non prendere o Traversone) sono le stesse viste sopra ma cambia lo scopo del gioco: in questa variante vince chi fa meno punti dell'avversario.
Quando un giocatore raggiunge i punti previsti, o finiscono le smazzate previste, vince chi ha fatto meno punti. In caso di parità, vince chi ha fatto presa nell'ultima smazzata.
Il valore delle carte resta lo stesso a eccezione dell'Asso di Bastoni che vale 11 punti.
In questa variante non sono previsti Chiamata fuori e Accuso.
Chiamata Fuori
Quando un giocatore o squadra ritiene di aver raggiunto il punteggio prefissato per vincere la partita, può "chiamarsi fuori" e mettere così fine alla partita se si era stabilito questo accordo nel regolamento del Tresette.
Per "chiamarsi fuori" è condizione necessaria che i giocatori abbiano memorizzato il loro punteggio presa dopo presa. Farlo rende impossibile un'eventuale recupero alla squadra avversaria e solitamente si sceglie questa variante per avere partite più veloci, senza che le squadre vadano oltre il punteggio richiesto.
Tresette a tre o col Morto
Nel Tressette a tre, meglio conosciuto come Tressette col Morto, si gioca appunto in tre giocatori e uno fa da "compagno" al mazziere. Il "morto" riceve normalmente le sue carte, ma dopo che l'avversario del mazziere ha giocato la sua prima carta, scopre tutte le sue carte e le mette sul tavolo per farle giocare dal mazziere al suo posto.
Mandare a Monte
In alcune varianti regionali del Tresette si può mandare a monte una partita, cioè ripetere la distribuzione delle carte, se un giocatore non realizza neanche un punto con le carte che ha.
Storia del Tressette
Si crede che il Tressette sia stato importato in Italia dagli Spagnoli anche se altri credono sia nato direttamente a Napoli. Attualmente è diffuso in tutta Italia e anche all'estero, specie in quelle aree che in passato hanno subito l'influenza veneziana come Slovenia e Dalmazia dove ha il nome in croato di Trešeta.
Come tanti altri giochi di carte italiani, ad esempio la Scopa e la Briscola, è comunque diffuso anche in altre nazioni portato dagli immigrati del nostro Paese.
Uno dei primi documenti in cui si parla del Tresette è la Prammatica del 1631 emanata dal Vicerè di Napoli, Conte di Monterey.
Un'altra traccia, sempre in quel secolo, è nella canzone napoletana Michelemmà: «E' 'nnata 'miez 'o mare 'na scarola - E li Turche se la jocano a tressett». La strofa suggerisce che già allora il gioco fosse diffuso oltre i confini nazionali.
Altre volte il gioco è stato soggetto principale di manoscritti come Ludus, vulgò dictus Tresette in Quattro, latino metro descriptus, poema in latino del 1726 del letterato piacentino Gaetano Biondelli e Il trionfo del Tressette, poema del 1756 di Giovan Battista Morelli.
Una descrizione vera e propria del gioco avviene nel De Regulis ludendi et solvendi in mediatore ac Tresseptem del 1840, anche conosciuto come Codice di Chitarrella, attribuito al sacerdote napoletano Marcello Chitarrella.
Il nome Tressette forse deriva dal fatto che in origine i sette valevano 1/3 di punto (e non zero come ora) e quindi il nome conteneva la carta dal valore di presa più alta (tre) e quella dal punteggio più basso (sette). Poi al sette venne dato il punteggio di zero perché troppe partite finivano in pareggio ma comunque il nome originale è rimasto.
Photo credit: Wikipedia.
- Ultimo aggiornamento il .