Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Probabilità di vincita.
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Poker online in crisi anche nel 2014: le cause del calo

calo percentuale

Siamo quasi arrivati a metà del 2014 e per come è cominciato sicuramente sarà, salvo grosse sorprese, il secondo anno consecutivo di netta crisi per il poker online, sia per quanto riguarda il numero di iscritti che per volume totale di giocate.

Se dal 2008 al 2012 la raccolta del poker online è stata quasi sempre positiva pur se con delle oscillazioni, già dal 2013 il calo è ormai evidente e costante, con punte che arrivano al meno 50% solo per il cash game.
Più precisamente si parla di un calo del 36% nel 2013 tra poker in modalità torneo e cash. Sono i risultati presentati l'8 Aprile 2014 durante il convegno “Il gioco Online in Italia: tra maturità e innovazione” dall'Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano su promozione dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e Sogei.

spesa giochi 2013

La percentuale corrisponde a 222 milioni di euro in meno. Al contrario le scommesse nei giochi di casinò, trainati soprattutto dalla comparsa delle Slot Machine sono cresciute. E continuano a farlo visto che nel primo trimestre del 2014 hanno visto un incremento del +8,3% con una raccolta, per tutti i giochi da casinò, di 63,7 milioni mentre sempre in questo periodo il poker cash e torneo hanno raccolto rispettivamente 34,6 e 22,1 milioni di euro con un calo percentuale rispetto ai primi tre mesi del 2013 del -19,1% e del -31,5%.
Quindi per il secondo anno di fila il poker online ha un calo sia nella spesa (dal 2009 non si registravano dati simili, ma allora non c'era il poker cash) sia per quanto riguarda il numero medio di giocatori mensili.

 

Quali sono le cause della crisi?

Quando si tratta di un problema così complesso, i motivi posso essere tanti e tutti collegati tra loro. Proviamo ad elencare quelli che vengono più citati in questi casi.

  1. Secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano la ragione di questo calo è da ricercarsi nella fine della “moda” del poker. E effettivamente l'effetto novità del poker online è svanito già da molti anni in Italia.
  2. Alcuni professionisti del settore ritengono che molti giocatori attualmente preferiscono il poker dal vivo ora che sono nate le prime autorizzazioni e le prime sentenze favorevoli dei Tribunali per il poker Live. E' di questa idea Alessandro Pastura che dichiara “sarebbe molto interessante capire quanto di quel 36% perso è in effetti ritornato al poker giocato ‘sul territorio’
  3. Per altri la colpa è anche da attribuire a strategie sbagliate di marketing da parte delle poker room online .it, che hanno puntato tutto sul guadagno che poteva dare il poker (garantiti, rakeback e simili) e poco sull'aspetto d'intrattenimento e ludico. E questo ha lasciato in pratica tutto nelle mani di un operatore, PokerStars, che si ritrova a trainare da sola un intero mercato.
  4. Il fatto che però esista un operatore con una quota così ampia di mercato appunto, sicuramente scoraggia altre aziende a investire in questo settore.
  5. Un'altra causa potrebbe essere ricercata nel forte successo avuto negli anni scorsi dal Cash Game, dove pochi regulars e professionisti hanno vinto molto a discapito della maggior parte composta da players occasionali, riducendo così la liquidità in circolo che prima invece si manteneva alta a causa della maggiore varianza dei tornei e sit and go.
  6. Collegato al punto sopra, un mercato chiuso entro i propri confini nazionali come quello italiano evidentemente non può sostenere un rapido ricambio di giocatori.
  7. Un altro fattore poi può essere la presenza di troppe piccole skin spesso malgestite, che offrendo un pessimo supporto e servizio ai giocatori, creano una diffidenza di questi verso il poker online.
  8. I dati visti sopra non possono fare a meno di suggerire che molti giocatori ora probabilmente preferiscono giocare nei casinò online. Sono molti infatti a non fare distinzione tra poker e giochi da casinò come la Roulette, il Blackjack o le Slot Machine.
  9. In ultimo, ma non meno importante, la crisi generale. Se è vero che in tempo di crisi spesso si tende ad affidarsi di più alla fortuna e ai giochi, questo può non riguardare il poker che si distingue dagli altri per essere un gioco d'abilità. In generale poi, molti hanno meno soldi da dedicare ai divertimenti.

 

E nel resto d'Europa?

Prendiamo in analisi due mercati simili al nostro, sia per numeri e cultura, sia per quanto riguarda la regolamentazione che il gioco online ha avuto: Francia e Spagna.

In Francia nel 2013 siti di poker legale come Barrière Poker hanno chiuso e il grande gruppo Partouche minaccia chiusura perchè non vede l'attività come sostenibile.
Anche nel 2014 le cose non sembrano andare meglio. Secondo l'ARJEL, l'ente regolatore del poker online francese, nel primo trimeste del 2014 il numero di nuovi giocatori iscritti è calato del 12% rispetto allo stesso periodo del 2013. E secondo alcune stime corrisponderebbe a un -10% di fatturato.

In Spagna è ancora peggio. Secondo eGaming Review il 40% dei giocatori ha deciso di abbandonare le sale con licenza per giocare in siti offshore senza licenza spagnola. Questo anche perchè la Spagna è il Paese che tassa di più il gioco online, anche il 25%, e perfino network potenti come Ongame hanno preferito lasciare quel mercato nel 2013.

 

E nel resto del mondo?

Prendiamo ad esempio il mercato Statunitense, la patria del Poker Texas Hold'em.

I giocatori più di vecchia data, ricorderanno il Black Friday, termine con cui la community mondiale del poker ribattezzò l'atto d'accusa del 15 Aprile 2011 da parte del Dipartimento di Giustizia americano contro le tre più grandi poker room degli USA: PokerStars, Full Tilt e Absolute Poker.

Dopo il blocco praticamente totale del poker negli USA, più di un anno fa nasceva Ultimate Bet, la prima poker room legale negli Stati Uniti sfruttando la regolamentazione che nel frattempo era stata creata nel New Jersey.
A poco più di 13 mesi di distanza però, è proprio Ultimate Bet a lamentarsi degli scarsi introiti rispetto a quelli previsti a causa proprio della regolamentazione del New Jersey che rende troppo ostica la registrazione dei giocatori alle poker room online.
E queste non sembrerebbero essere impressioni solo di Ultimate Bet visto che i dati generali sulla raccolta del poker online nell'intero New Jersey parlano di un calo del 19,27% durante al mese di Aprile 2014 rispetto al mese precedente.

Tutto questo a causa secondo molti esperti del settore, del processo troppo gravoso di iscrizione alle poker room online, dove si devono immettere troppi dati personali tra cui anche il numero di previdenza sociale e che fa allontanare molti potenziali giocatori.

Comunque in America si resta positivi visto che attualmente la regolamentazione è stata fatta solo in Nevada e Delaware oltre che nel New Jersey che insieme rappresentano solo il 4% degli abitanti degli Stati Uniti. Anche se nel solo Nevada sono bastate 3 poker room per saturare il mercato.

 

Esiste una soluzione?

Se il mercato americano può trovare da solo le forze di rialzarsi visto che comunque il poker legale copre solo il 4% della popolazione e quindi è tutto da scoprire, quello italiano e i restanti Paesi europei, aldilà delle opinabili strategie di marketing che possono aver portato ad un disaffezionamento di parte dell'utenza, devono fare i conti con dei mercati limitati. Se il problema fosse davvero questo, la soluzione potrebbe essere il tanto chiacchierato mercato comune europeo, che oltre alla maggiore liquidità riporterebbe nel poker il fascino che aveva il .com, dove potevi stare seduto al tavolo con persone tutte di nazionalità diversa invece di ritrovarti sempre e solo i soliti regular.

Ma nonostante le difficoltà non sembra essere ancora all'ordine del giorno se perfino il Paese più in crisi come la Spagna afferma tramite un rappresentante della DLA Piper che “siamo impegnati con le slot machine e la futura riapertura del mercato. Credo che la liquidità condivisa non sia argomento per quest'anno, probabilmente se ne riparlerà durante il 2015".

Stesso discorso in Francia, dove Razzy Hammadi, il portavoce della Commissione Francese per gli Affari Economici ha espresso parere negativo ad un mercato europeo comune motivando che in Francia il poker è in crisi perchè semplicemente fuori moda.

Sarà davvero così? Il poker è ormai fuori moda e destinato ad un inarrestabile declino?

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