Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Probabilità di vincita.
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Vicky Coren lascia PokerStars dopo l'introduzione dei giochi da casinò

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Da quanto PokerStars ha deciso di introdurre altri giochi da casinò online oltre al poker, si è accesa una discussione che ha visto schierare dall'una o l'altra parte alcuni dei maggiori giocatori professionisti di poker. La prima a schierarsi è stata Vicky Coren, player pro che non ha preso particolarmente bene la decisione di PokerStars. La Coren infatti, per dimostrare il suo punto di vista e rimanere fedele ai suoi principi, ha scelto di lasciare PokerStars.
Il punto della questione è uno “il poker online è paragonabile a qualsiasi altro gioco d'azzardo o no?
Secondo Vicky Coren la risposta è chiaramente “NO” e anzi, è rimasta chiaramente delusa da questa scelta della nota poker room, a tal punto da non volersi più sedere ai suoi tavoli.
Se la maggior parte dei player pro la pensa esattamente come lei, qualcuno dimostra una visione dei fatti diametralmente opposta. Stiamo parlando di Daniel Negreanu, sponsorizzato da PokerStars, il quale ammette di non essere affatto d'accordo con la ex collega britannica, e che, secondo lui, il poker è come qualsiasi altro gioco d'azzardo.

Ma qual'è il ragionamento della Coren? Nonostante sia un pensiero del tutto soggettivo, è facile da capire il suo punto di vista. Secondo la player pro inglese, i giochi da casinò possono in qualche modo rivelarsi pericolosi per tutti i fan del poker, perché possono portare a sviluppare nei confronti del gioco una dipendenza. Ecco quindi che Vicky Coren ha preferito ritirarsi. A sostegno di questo pensiero arrivano le statistiche. È stata l'Amaya Gaming a offrire qualche numero. Sembra infatti che il 30% dei suoi clienti che giocavano a poker, sia su Full Tilt che PokerStars, adesso gioca anche ad altri tipi di giochi d'azzardo, come ad esempio la roulette, le slot e il blackjack.

Bisogna ammettere però che, neanche il pensiero di Negreanu fa in effetti molte grinze. Se la decisione della Coren è condivisibile, soprattutto perché è riuscita a restar ferma sui propri principi, il discorso che fa Negreanu è appoggiato da qualche collega. Daniel Negreanu infatti esprime un semplice pensiero. Nel momento stesso in cui si gioca a poker per vincere denaro, inevitabilmente stiamo giocando d'azzardo. Secondo lui quindi, è un gioco d'azzardo a tutti gli effetti e per tanto ritiene che possa tranquillamente appartenere all'ambiente del casinò.

Inutile dire che la maggior parte dei player pro si è schierato con la giocatrice inglese. Anche Mike Brooks ha sostenuto la teoria della collega. E che dire di PokerStars? La sua decisione ovviamente nasce per una questione puramente economica e non dobbiamo quindi sorprenderci se rientra nel suo pieno interesse quello di immettere nelle sue sale anche altri giochi.

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Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca responsabilmente.
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