Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Probabilità di vincita.
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Il bluff nel poker: quando farlo e quando no

bluff pokerSe provassimo a chiedere a individui non molto pratici del gioco in cosa consiste la bravura del giocatore di poker, state pur certi che molti di loro ci risponderebbero: ”nel saper bluffare”.

Il bluff è forse l’arma che da sempre stimola maggiormente la nostra fantasia perchè attraverso gli anni ha goduto di attenzioni particolari da parte dei media, a Hollywood e perfino nelle giocate a carte natalizie fra i parenti, nelle quali lo zio/cugino/cognato di turno vince a poker perché: ”sa bluffare”.

Vogliamo pensare che se vi trovate su questo portale è perché avete deciso di adottare un punto di vista un po’ più critico nei confronti del gioco e che dunque sappiate già che pur essendo il bluff un elemento di indubbio fascino, le capacità di un buon giocatore vanno decisamente oltre.

 

Ma cosa intendiamo con il termine ”bluff”?

Il bluff è una giocata che ci permette di vincere un piatto contro uno o più avversari che hanno un punteggio migliore del nostro.

È opinione diffusa che fino a qualche anno fa si poteva essere giocatori vincenti nel lungo periodo mantenendo uno stile chiuso e bluffando raramente o addirittura mai. A riprova di ciò quasi tutti i giocatori della vecchia scuola hanno fatto la loro fortuna grazie a uno stile solido e conservativo unito alla capacità di saper monetizzare al meglio i propri punteggi e i leak degli avversari più deboli.

Nel poker moderno, invece, uno stile troppo conservativo potrebbe non pagare più: il field negli anni è diventato estremamente aggressivo e le strutture dei tornei più rapide e verticali. Non sempre dunque è possibile aspettare il nuts per portare chips al nostro stack e saltuariamente dovremmo prendere in considerazione l’idea di provare qualche bluff.

 

Ma come? Quando è opportuno prendersi qualche rischio e quando invece è meglio mantenere uno stile vecchia scuola?

Innanzitutto specifichiamo un concetto fondamentale: affinché un bluff vada in porto non è necessario mettere in gioco tutto il nostro stack.

Spesso, a causa del messaggio proposto dai media e dalle storie legate al poker, il bluff è vista come un’azione quasi epica, in cui il giocatore che bluffa suda freddo in attesa che il proprio avversario passi le sue carte perché da quel colpo dipende tutto il proprio torneo o il poter tornare a casa con la propria automobile.

Al contrario, un bluff ben riuscito può anche avvenire per mezzo di una bet poco consistente purchè piazzata nello spot appropriato. Per esempio, se siamo in posizione (quindi ultimi ad agire) e al flop gli altri due giocatori coinvolti nel piatto checkano mostrando debolezza, noi possiamo azzardare il nostro bluff puntando circa la metà o poco più del piatto (più che sufficiente a mandar via due avversari in bianco) .
In particolare con flop che non legano niente e contro avversari chiusi un bluff di questo tipo potrebbe portare i suoi benefici, e come vedete non avrete messo a repentaglio la vostra permanenza nel torneo o il vostro intero stack.

Qui di seguito riportiamo alcuni fattori determinanti nella riuscita del nostro bluff:

  1. La posizione. Poter osservare in anticipo le mosse degli avversari ci darà modo di valutare la loro debolezza.
  2. La tipologia dell’avversario. Avversari chiusi e non particolarmente eccelsi nella lettura del board sono candidati ottimali su cui azzardare un bluff.
  3. Il flop e il board. Flop senza progetti non invogliano le calling station a inseguire e dunque provare a mettere le mani su un piatto che non interessa a nessuno potrebbe rivelarsi una buona scelta. Allo stesso tempo però con un board con 4 carte a colore, se siamo in bianco contro un avversario che ha mostrato debolezza, le probabilità che foldi ad una nostra puntata sono elevate se non ha almeno una carta di quel colore.
  4. Avere fold equity. Questo è forse il punto più importante. Tentare un bluff contro un avversario che per odds o perché shortstack è costretto a chiamare praticamente sempre, ovviamente non ha senso. Un buon bluff è tale se ci sono buone possibilità che i nostri avversari foldino il loro punto. Un avversario con l’acqua alla gola, pur sospettando di essere sotto, difficilmente folderà la propria mano.
  5. La nostra immagine. È chiaro che se abbiamo uno stile maniac o abbiamo già mostrato un bluff precedentemente, i nostri avversari saranno meno restii a darci credito.
  6. Infine, quando bluffiamo è importante anche ricordarci di rappresentare qualcosa di plausibile. Noi vogliamo che il nostro avversario foldi il suo punto che è migliore del nostro: quindi è necessario che egli immagini in mano nostra un punteggio migliore del suo. Perché ciò avvenga, noi questo punteggio dobbiamo rappresentarlo raccontando una storia in maniera coerente.


Quando bluffare è un errore:

  1. Ai limiti bassi. A quei tavoli il mio consiglio è quello di bluffare il meno possibile. Un poker ABC pagherà sicuramente di più contro una tipologia di giocatori che tendono ad innamorarsi delle proprie carte.
  2. Contro avversari tiltati o calling station. Certi giocatori non sono in grado di foldare e preferiscono inseguire fino al river. Evitate di accanirvi e prendete le loro chips poco per volta, quando avrete realmente un buon punto.
  3. Quando ci sono tutti i presupposti per tentare un bluff. Ecco, se siete contro un giocatore mediamente sensato e vi sembra uno spot ideale per bluffare, evitate comunque di farlo: sarebbe un bluff telefonato e giocatori di un certo livello non abboccheranno.
  4. Se bluffando ci si committa. Capiterà, soprattutto in torneo, di trovarvi contro giocatori che hanno uno stack molto ridotto. Puntare delle chips senza avere nulla in mano e ritrovarsi spiazzati davanti un loro push è ovviamente un errore.
    Matematicamente dobbiamo aggiungere poco, quindi il call sarebbe corretto. Tuttavia abbiamo 7-3. Cosa fare? Darsi una manata in testa, imprecare contro se stessi e valutare ormai quale sia il male minore: semplicemente bisogna evitare di infilarsi in queste situazioni e non bluffare committandosi.
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Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca responsabilmente.
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