Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Probabilità di vincita.
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Il metagame nel poker

metagameQuesto astruso vocabolo probabilmente ci porterà alla mente qualcosa di psicologico e astratto.
Ed effettivamente il poker, oltre ad essere un gioco basato sulla probabilità e la matematica, è un gioco in cui la psicologia riveste un ruolo fondamentale.

Letteralmente il termine metagame significa “oltre il gioco” e sta ad indicare tutte quelle dinamiche che per un motivo o per un altro esulano dagli schemi tecnici standard.

Tutti quanti noi abbiamo in realtà un nostro metagame. Esso può essere giusto, sbagliato o eccellente, ma siccome non siamo automi a tutti nella propria carriera capiterà di giocare degli spot in maniera non standard.
Non confondiamo il metagame con lo stile di gioco: io potrò avere uno stile di gioco tight ma in un determinato spot, contro un certo tipo di avversari potrei decidere di giocare i miei connectors suited come fossero AK.

Del resto se vi è capitato di osservare i tavoli high cash di Full Tilt avrete assistito a giocate a volte un pò al limite fatte dai pro, come ad esempio le mitiche 5-bet di Phil Ivey a Durrrr con 89s. Giocate sicuramente non standard ma che spesso portano i loro frutti.
Phil Ivey e company non sono dei folli che gamblerano con il loro bankroll, hanno delle motivazioni ben precise su cui ponderano queste decisioni. La principale è sicuramente l’history.

Nel caso specifico fra Durrrr e Ivey ci sono infinite mani alle spalle. I due si conoscono a menadito e entrambi sanno che l’altro è capace di mixare i propri range di 3-bet e 4-bet con estrema facilità.
Ivey è a conoscenza del fatto che pre-flop Durrrr può aprire letteralmente con tutto e quindi lo 3-betta. Durrrr a sua volta sa che Ivey ne è a conoscenza e sa che la 3-bet di Ivey può voler dire connectors, air o mostro e allora la sua 4-bet ha un chiaro significato: ”Phil, guarda che questa volta sono onesto, quindi se non sei onesto anche tu givuppa” (per dirla alla americana). Phil sa bene che anche quando Durrrr afferma di essere onesto ci sono tantissime probabilità che in realtà non lo sia, soprattutto quando sta giocando contro uno (come lui) che potrebbe non essere onesto, allora 5-betta. Perché:

  • sa di avere tanta fold equity;
  • sta lasciando a Durrrr la decisione più difficile dell’intera mano: Non dar credito alla 5-bet di Phil significa praticamente essere ai resti. Durrr a questo punto non può più permettersi di non essere onesto e per giocarsela dovrà avere un punto molto forte.
Quando ciò accadrà probabilmente Phil si ritroverà in un 25% vs 75%, ma nella sua testa sa che questo showdown apparentemente a perdere è in realtà ben ripagato:
  1. dalle volte in cui Durrrr folderà;
  2. dall’immagine che ha guadagnato al tavolo;
  3. dal 25% di volte in cui farà double up.


Questa è la tipica situazione di metagame che intercorre fra regular vs regular, sicuramente molto semplicizzata perché non posso essere a conoscenza dei thinking process propri di due fenomeni come Ivey e Durrrr, ma spero renda più o meno l’idea dell’importanza che ha l’history in un buon metagame. Contro un giocatore del nl20 i due pro non farebbero MAI giocate del genere.

Ora, anche se ve lo auguro, difficilmente vi troverete nei prossimi mesi a giocare al tavolo cash con Durrrr, quindi il nostro metagame dovremo impostarlo su situazioni più comuni.
Anche ai midstake o nei tornei a buy-in medi tali dinamiche sovente sono talmente sottili e delicate che necessitano di buona conoscenza dei nostri avversari.

Immaginiamo di trovarci 20 left al Sunday Special, un grosso torneo di Pokerstars. La prima cosa di cui dovremo preoccuparci sarà quella di capire chi abbiamo al tavolo e cosa questa gente, a sua volta, ha capito di noi.

In linea di massima sappiamo che da late position i giocatori vorranno “papparsi” i nostri bui. Lo facciamo anche noi perché sappiamo che un gioco aggressivo da late premia. Dunque, qualora riconoscessimo che l’autore di un rilancio dal BTN è un regular e che questo regular non sa che noi abbiamo determinate conoscenze, potremmo pensare di provare un re-steal, qualora nell’ottica futura del nostro torneo queste chips dovessero essere importanti. Al contrario, se il rilancio da late arrivasse da un giocatore inesperto, sarebbe bene dargli credito.
È vero, da late tutti i buoni giocatori hanno un open range più wide, ma il nostro principiante...lo sa? Potrebbe trattarsi di un giocatore che più che alla posizione guarda alle proprie carte, dunque forse sarà il caso di lasciargli il piatto senza inventarci cose strane.

L’unica regola generale è che per un buon metagame bisogna avere chiara lettura delle dinamiche al tavolo, non avventuriamoci in giocate bizzarre contro giocatori che hanno un poker abc: per liberarci di una zanzara non abbiamo bisogno del sonnifero usato dai cacciatori di tigri, basta una ciabatta.

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