Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Probabilità di vincita.
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Il giocatore di MTT: un eroe d'altri tempi (parte 1)

giocatore mtt
Foto di Matt Waldron.
Una celebre canzone di Bonnie Taylor di qualche tempo fa, dal titolo “holding out for an hero” denunciava l’assenza di uomini valorosi, romantici, con un carattere fiero e dai nobili ideali: di eroi. Vi domanderete: ”e questo cosa c’entra in un sito di poker?”. Concretamente nulla, perché il giocatore di poker raramente ha le fattezze dell’eroe “figo” da film, anzi solitamente nell’immaginario collettivo siamo un ammasso di nerd obesi e pelati (tranne Antonius, che ha misteriosamente rubato la bellezza a tutti i giocatori di poker del mondo).

Ma il parallelismo diventa funzionale se analizziamo la questione da un punto di vista più psicologico.
Chi osserva dall’esterno il mondo del poker ha quasi sempre l’impressione che tutto ciò che conta per i professionisti sia far soldi lasciando in mutande i polli del tavolo. E nessuno qui vuole convincervi del contrario, perchè di fatto, raggiunti certi livelli, si gioca a poker esclusivamente per i soldi. Tuttavia esiste una categoria di giocatori che sembra faccia eccezione perché ha scelto di dedicarsi ad una disciplina a tutti gli effetti psicologicamente devastante ma che regala gloria ed emozioni più di tutte le altre: i tornei multi tavolo.

Sembrerà paradossale e molti faticheranno a crederci, ma per molti partecipanti alle WSOP il mitico braccialetto può assumere un’importanza superiore perfino al premio in denaro. Phil Hellmuth finirebbe col beccarsi 14 ergastoli se qualcuno provasse a toccare uno dei suoi braccialetti. Vincere un torneo multi tavolo, lasciandosi dietro a volte anche più di 5000 partenti, è una soddisfazione inappagabile, per la quale certi giocatori sono disposti a studiare, sudare, e disperarsi per mesi senza vedere risultati, rimettendoci nervi, salute e denaro.

Giocare MTT significa passare giornate intere al computer perdendo buy-in in maniera inesorabile. Per un giocatore che quotidianamente spende in MTT circa 1000 euro, passare mesi di varianza negativa nella quale si fa solo qualche ITM senza trovare “lo schippo”(in pokerese sarebbe la vittoria di un torneo) desiderato significa sofferenza pura.
La varianza esiste nel cash game e nei sit&go, ma in entrambe le specialità non solo essa è minore rispetto ai MTT, in più c’è pure il cuscinetto rakeback che nei periodi neri può attutire le perdite. Un giocatore di MTT gioca solo per profit, quando le carte decidono di farti la guerra, c’è poco da fare, non esistono scappatoie: bisogna affrontare la varianza, tiltare il meno possibile (per non tiltare in certi periodi non basta essere un eroe come Ercole, devi essere un Dio come Zeus) e studiare, credendo fermamente in ciò che si fa, passando giornate e nottate davanti ad un pc e andando a letto alle 4 del mattino (i MTT sono quasi tutti serali e quasi tutti esageratamente lunghi) con ancora in testa l’ultimo scoppio avvenuto 10 left.

Continua nella seconda parte.

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Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca responsabilmente.
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