Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Probabilità di vincita.
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Strategia per tornei multitavolo (MTT) di poker Texas Hold 'em - seconda parte

strategia tornei
Foto di Mark Butler.

Nella prima parte della strategia per tornei MTT sono state analizzate le fasi iniziali di un torneo multitavolo. Ora in questa seconda parte trovi spiegato come giocare le fasi più avanzate.

 

Fase centrale

In questa fase entra in gioco il blind steal (furto dei bui). E', infatti, quando i blinds cominciano a crescere che diventano appetitosi e comincia a valere la pena rischiare qualcosa per conquistarli.
Lo scopo di un blind steal consiste nel far foldare con un raise gli altri giocatori e raccogliere i bui, ovviamente questo funziona meglio se si è in posizione più avanzata e se prima di te tutti hanno passato la mano.

Ecco, allora, cosa non dimenticare per un blind steal di successo:

  • È necessario che prima di te tutti abbiano passato la mano.
  • È necessario essere in posizione avanzata (cutoff CO o button BU) o in quella di small blind SB.
  • Vuoi costringere i giocatori ad abbandonare e non giocare con loro un piatto grande.
  • Le carte con cui effettuare i blind steal possono essere meno forti del normale ma devono comunque avere una certa possibilità di vincere qualora non riuscissi a far foldare l’avversario.
  • importante è l'entità dello stack dei blind, se uno o entrambi i blinds sono rimasti con uno stack molto piccolo, aumenta la probabilità che vadano all-in con un numero molto elevato di mani. Gli stack grandi, invece, difendono più spesso i propri bui. L’ideale sarebbe che i giocatori nei blinds abbiano uno stack medio.


In questa fase inoltre si passa dal raise standard di 3 BB ad un rilancio di 2.5. Cosi facendo, in caso di controrilancio dell’avversario, avremo risparmiato 0.5 BB.

Inoltre si può difendere il big blind rilanciando con mani marginali come 55 o Q10s, cioè con mani che, se chiamate, al flop possono creare combinazioni forti, mentre carte come gli assi e i re con kicker piccolo vanno foldate.

Non si potranno più limpare le coppie piccole e le carte collegate dello stesso seme, in quanto non si possono giocare più in maniera vantaggiosa con un semplice call prima del flop come nelle fasi iniziali, ma, se si vogliono giocare queste mani vi sono due possibilità:

  1. rilancio pre flop, questo risulta essere vantaggioso perché può far vincere subito il piatto, o perché da l’idea all’avversario di una mano molto forte, e, in caso di un suo call al nostro raise, una continuation bet spesso lo indurrà al fold. Svantaggi: si crea un piatto grande.
  2. in posizione si chiama il rilancio dell’avversario per poi puntare al flop qualora si credesse di essere in vantaggio.


Tuttavia, in questa fase è consigliabile passare queste mani speculative, per concentrarsi sulle coppie medio-alte e gli assi con kicker grandi. Queste carte sono abbastanza forti per un all-in pre flop e giocano bene anche post-flop qualora non si sia andati all-in pre.

 

Fase avanzata

I blind sono aumentati ulteriormente e lo stack medio si attesta di solito intorno ai 20 bb.

In questa fase sarà essenziale difendere il proprio stack, o magari aumentarlo, ed il blind steal risulta essere la strategia ottimale a cui si andrà ad affiancare il resteal.

Il resteal è il controrilancio a un (supposto) furto di blind dalla posizione late, attraverso il quale si cerca di vincere il piatto prima del flop.
Mani adatte per un resteal: tutte le coppie, i suited connectors e gli assi con kicker forti.
Da evitare resteal con i re e gli assi con kicker deboli perché se chiamati, spesso sono dominati.

Da tener conto anche il giocatore contro cui si effettua un resteal, infatti, più egli rilancia da late position, più sarà ampio il suo range e di conseguenza si libererà più facilmente di una mano non proprio buona.

Come abbiamo detto in precedenza l’obiettivo di un resteal è di vincere il piatto pre flop, di conseguenza è essenziale avere fold equity (cioè la probabilità che il nostro avversario foldi). A tal fine è necessario avere uno stack di almeno 4 volte il rilancio iniziale. Se non si ha fold equity occorre una mano molto forte per andare all in.

 

La bolla

La bolla indica la fase di un torneo in cui si è molto vicini alla zona premi ed è un momento decisivo durante il quale, spesso, bisogna prendere delle decisioni complesse.

Quando si arriva alla zona bolla con uno stack medio, bisogna evitare di fare mosse azzardate e preferire un gioco solido e tight rinunciando ad inutili scaramucce e cercando di difendersi dai big stack che sfruttano ogni minima occasione per mettervi dinanzi alla scelta se continuare a giocare o meno il torneo.

In bolla con uno stack grande bisogna mantenere alta e costante la pressione e cercare di consolidare la propria posizione, in questa fase, infatti, molti giocatori con uno stack di entità medio-piccola cercano di raggiungere i premi e per la paura tenderanno a passare anche delle mani forti, e a tale scopo ecco tre punti chiave per spadroneggiare ai tavoli:
1. attaccare gli short stacked;
2. attaccare i bui;
3. riconoscere quando foldare, cioè evitare di chiamare l’all in di un avversario corto solamente perchè si hanno tante chips, dobbiamo essere sempre noi a spingere, ed in caso contrario foldiamo senza rimpianti.

In bolla da short stack (con dodici BB o meno) si dovrebbe andare all-in in posizione late quasi indipendentemente dalle proprie carte.
L’errore più grande che si possa commettere in questa fase e quello di passare mani molti forti prima del flop, tipo JJ, QQ, KK, AA, AK per paura di non andare a premi. Commettere questo errore significa dimenticare che l’obiettivo di un torneo è arrivare al tavolo finale.

Ad un certo punto la bolla scoppia e da quel momento in poi tutti i giocatori sono a premio (ITM), in questa fase si riceve un premio pari a 1,5-3 volte il buy-in versato.

Dopo essere giunti a premio molti short stack iniziano a giocare molto aggressivamente, sullo stile lascia a raddoppia; ma anche qui bisogna evitare mosse azzardate e restare concentrati per il prossimo obiettivo: il tavolo finale.

 

Il tavolo finale

Il tavolo finale ha molte analogie con quelle di un torneo Sit and Go ed anche qui bisogna giocare in maniera tight, non perdendo mai di vista che se si vuole giocare una mano, occorre farlo in modo aggressivo.

Vanno tenuti in considerazione gli stack degli avversari, non è molto saggio affrontare il chipleader da secondo in chip, quando ci sono anche degli shortstack che hanno molte meno chip di te. Talvolta, una strategia di gioco tight consente di ottenere un montepremi decisamente più elevato.

Siamo giunti alla fine di questo rapido excursus tra le varie fasi di un MTT, ora non resta che cominciare a sperimentare quanto letto.

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